Il cielo sopra Scampia

07/27/2010 | Events

GIFFONI VALLE PIANA – Il quartiere di Scampia non è solamente quello che i media raccontano ogni volta mettendo in evidenza il traffico di droghe, luogo privilegiato dell’arruolamento di ragazzini destinati a riempire le file della criminalità organizzata, il quartiere delle Vele simbolo di un’umanità dimenticata e uccisa dalla cattiva politica. Il quartiere di Scampia, tra le sue ferite sociali, mostra una vitalità e un desiderio di futuro e di riscatto di alto valore umano, che però non riesce ad arrivare ai media nazionali, mortificando così la tanta umile e onesta che ogni giorno combatte due volte: per sopravvivere dignitosamente evitando contatti con la malavita e per difendersi da quello stigma mediale che li vede tutti come delinquenti.

Al festival di Giffoni questo desiderio di reinventare la propria immagine e di affermare una verità diversa ha avuto spazio grazie alla proiezione del cortometraggio Angeli dalla faccia sporca diretto da Mimmo Martorelli e realizzato grazie alla collaborazione della Fondazione Cannavaro-Ferrara che vede coinvolti proprio i campioni del calcio nazionale Fabio Cannavaro e Ciro Ferrara, entrambi napoletani. La loro Fondazione, diretta da Vincenzo Ferrara, fratello di Ciro, raccoglie fondi per realizzare strutture e progetti di educazione e rieducazione destinati ai bambini e ai ragazzi e ragazze di Scampia impegnati così in progetti vari, che vedono il coinvolgimento anche dell’ARCI attiva da ben ventiquattro anni sul quartiere. Sostegno scolastico, corsi professionali come quello per pizzaioli, inserimenti lavorativi, attività sportive, attività per le donne del quartiere.

Il cortometraggio ci svela una faccia bella, creativa, sana di Scampia attraverso la lettura fuori campo del compito in classe di Manuele, un ragazzo che frequenta la terza media della scuola Carlo Levi. La descrizione del proprio ambiente ma soprattutto il racconto delle proprie aspettative diventano la voce collettiva di un quartiere che ha solamente voglia di vivere e costruire cittadinanza attiva, legalità, speranza, reinventare il proprio futuro, senza pietismi o false promesse. Essere campioni nella vita, come recita lo slogan degli abitanti di Scampia, ci fà piacevolmente apprezzare l’impegno sociale e culturale di calciatori come Cannavaro e Ferrara, in un momento non altrettanto felice per il calcio nazionale.

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